• Test del Lattato

    Il test incrementale del lattato ematico permette al tecnico di valutare un’infinità di dati. Le risultanze aiutano la verifica delle condizioni attuali dell’atleta, il raffronto con altri periodi e soprattutto servono per capire le caratteristiche dell’atleta in relazione ai grafici che se ne traggono. I dati estratti sono una “radiografia” che svela anche i più piccoli segreti circa le potenzialità del corridore testato.

    Santucci Running...

  • Test del lattato Marco Mancini

  • Test del lattato Marco Mancini

La Ginnastica Propriocettiva da non sottovalutare...

La ginnastica propriocettiva  di Fabio Lodispoto, specialista in Medicina dello Sport, e Claudio Tedesco, docente di Educazione Fisica. Pagina tratta dall'articolo "Il sesto senso dei muscoli", muscoli hanno un sesto senso  Il "sesto senso" non è una prerogativa esclusiva di pochi fortunati: l'hanno tutti. È soltanto poco conosciuto, perché le sue funzioni sono note solo agli specialisti del settore. Si chiama propriocettività. Una qualità indispensabile per praticare sport, ma anche per la vita di tutti i giorni. Senza, l'uomo non sarebbe neanche in grado di compiere correttamente i movimenti più elementari, come camminare, parlare e afferrare un oggetto. Non solo: in totale assenza di sensibilità propriocettiva, ad occhi chiusi o al buoi non potremmo neanche sapere in che posizione si trovano le dita delle mani, se braccia e gambe sono dritte o piegate o se i muscoli sono in condizione di riposo. Ma anche con questo grave deficit saremmo in grado d'avvertire una puntura di spillo, una carezza, il caldo e il freddo e di controllare molti movimenti. A tutto ciò c'è spiegazione: la sensibilità propriocettiva è una rete nervosa separata da quella del tatto, del dolore e della temperatura, raccoglie informazioni solo da tendini, muscoli ed articolazioni. Una quantità di dati che permettono di avvertire l'esatta posizione del corpo, lo stato di contrazione dei muscoli e ancora la velocità e la direzione di ogni spostamento degli arti e della testa. Tuttavia non tutti ne sono dotati nella stessa misura: gli atleti che praticano discipline nelle quali conta l'abilità e la precisione del gesto sportivo come la ginnastica artistica, il pattinaggio artistico, il tuffo, la danza, ma anche attività meno spettacolari come il tiro a segno e il tiro con l'arco possiedono una più efficace sensibilità propriocettiva. Al contrario, i sedentari risultano più scoordinati e maldestri nei movimenti e nelle attività fisiche non abituali. È una qualità che può essere allenata ed ottimizzata con l'esercizio fisico, ma che perde facilmente di efficienza con l'inattività. La sensibilità propriocettiva può essere pure danneggiata da un trauma. Una distorsione, un danno articolare che interessa i ligamenti o un intervento chirurgico possono compromettere la funzionalità di ginocchio e caviglia, articolazioni ricche di terminazioni propriocettive. Cedimenti, instabilità e la mancanza di un sicuro controllo della parte infortunata sono le conseguenze. E pure vertigine e nausea se è danneggiata da un trauma la colonna cervicale, importante stazione propriocettiva. La giusta prevenzione  Le articolazioni del ginocchio e della caviglia sono le strutture più facilmente esposte ad eventi traumatici. La migliore difesa  a questo tipo di infortuni è la prevenzione. La ginnastica propriocettiva rappresenta un valido mezzo terapeutico. Si tratta di una ginnastica finalizzata a migliorare la percezione dei singoli segmenti anatomici nello spazio ed in particolare viene utilizzata per sensibilizzare il controllo degli arti inferiori. Un controllo che permette di limitare le pericolose sollecitazioni a ginocchio e caviglia, articolazioni troppo spesso coinvolte in infortuni per mancanza di stimoli propriocettivi adeguati. Stimoli sensoriali di fondamentale importanza nell'apprendimento di un corretto modo di camminare e di correre. Gli esercizi possono essere semplici come quelli di equilibrio e di deambulazione o complessi. Questi ultimi richiedono l'utilizzo di superfici informative (ghiaia, erba, sabbia, palline), piani basculanti (tavolette propriocettive), e tanti altri piccoli attrezzi (penna, carta, clavette e appoggi) necessari allo stimolo dei propriocettori: piccoli sensori situati a livello delle articolazioni in grado di registrare variazioni di pressione, di posizione e di tensione. Queste preziosi informazioni raccolte durante gli esercizi di   propriocettività  vengono poi inviate al cervello dove avviene l'elaborazione dei messaggi, l'integrazione con altri dati già in possesso e quindi la memorizzazione. Otto esercizi di ginnastica propriocettiva  Esercizi semplici (equilibrio) In piedi davanti allo specchio, braccia distese avanti, flettere una gamba avanti e rimanere in equilibrio per 30/40 secondi; analogamente con l'altra gamba, come il precedente ma con gli occhi chiusi, Esercizi semplici (deambulazione) camminare con il peso sui talloni e gli avampiedi sollevati per 2 minuti avanti e indietro, camminare con il peso sugli avampiedi e i talloni sollevati per 2 minuti avanti e indietro, camminare con il peso sulla parte esterna del piede per 2 minuti avanti e indietro ,Esercizi complessi (piccoli attrezzi) salire sulla tavoletta propriocettiva ed oscillare avanti e indietro con le gambe distese per 20 volte, come il precedente con la tavoletta propriocettiva orientata nell'altro senso, oscillare a destra e sinistra per 20 volte ,salire sulla tavoletta propriocettiva e rimanere in equilibrio al centro, orientarla poi nell'altro senso e ripetere l'esercizio per 2 minuti.

alcuni esmpi...

 

IL DEFATICAMENTO...

Il defaticamento si o no!!!

Uno dei vari momenti che caratterizzano una seduta di allenamento oppure l’immediato dopo gara è certamente rappresentato dal defaticamento. Sull’importanza od utilità meno del quale non tutti i pareri sono concordi, anzi c’è anche chi lo considera quasi dannoso in determinate situazioni. Parlando di defaticamento si intendono normalmente i classici cinque-dieci minuti di corsa lenta che si fanno dopo essersi tolti gli indumenti sudati a causa dell’allenamento o della gara ed aver rivestito la tuta.

QUANDO SERVE. Il defaticamento è sicuramente utile dopo un’intensa seduta di prove lattacide (ripetute veloci con poco recupero) oppure se si è appena disputata una gara di mezzofondo veloce (800/1500) oppure una corsa su strada su distanze non superiori ai 5 km. In questi casi è importante riportare progressivamente l’organismo e soprattutto l’apparato cardiologico, che è stato quello più violentato durante la prestazione, ai livelli basali.  Ma l’importante è che il defaticamento inizi subito dopo la gara o l’allenamento specifico nello spazio di due o tre minuti al massimo. Il defaticamento è consigliabile anche dopo aver effettuato delle prove veloci in salita perché facilita il ritorno venoso oppure dopo una seduta di potenziamento muscolare in palestra. Qualche psicologo dello sport ritiene che  il defaticamento abbia anche una funzione importante calmieratrice per gli atleti che hanno appena affrontato una gara di grande stress nervoso.

QUANDO NON SERVE. Il defaticamento invece non serve quando un podista o un atleta abbiano fatto un allenamento lungo oltre i 15 km perché finirebbe soltanto per impoverire ancora di più le scorte di glicogeno muscolare o in caso di impegni agonistici ravvicinati. Dopo una gara di maratona, anche si hanno le gambe dure, meglio una piccola passeggiata a piedi per sciogliersi che non la corsa vera e propria. Per gli irriducibili del defaticamento anche dopo un lungo chilometraggio il consiglio utile può essere il seguente: rallentare la velocità di corsa negli ultimi due chilometri, fare in seguito da 8 a 10 allunghi a velocità media con recupero di passo di 90 secondi. A quel punto altri 5 minuti di corsa lenta defaticante hanno una logica.

di Giorgio Rondelli...

qualcosa si muove !!!! forse.......

Pratico atletica,corsa  dal 1976 ho avuto diversi allenatori, anche di fama internazionale, come il grande Canova,tutt'ora in kenia ad allenare diversi campioni africani.

Quello che ho notato con il passare degli anni un declino tecnico degli atleti italiani ,ma anche europei, mi spiego, mentre  negli anni 70-80-90 forse ancora prima , era l'atleta che si adeguava all'allenamento, oggi succede il contrario è l'allenamento che si adegua all'atleta.  In parole povere se l'allenatore prima ti faceva svolgere un determinato lavoro, l'atleta ci provava anche forse consapevole di non riuscire a fare certi tempi, tipo 10x1000 a 2'40-45" di un Salvatore Antibo, di uno Stefano Mei, Alberto Cova, Panetta, e tanti altri,Ma  Ci si provava....Oggi ad eccezzione di alcuni, non ci si prova nemmeno ( no non ce la farò mai!) oggi si calcola troppo (ma se scoppio?)  io da atleta nel mio piccolo di tempi modesti, non ricordo mai di aver espresso un pensiero del genere,  ci provavo finchè cè la facevo, quindi quello che voglio trasmettere ai giovani di oggi  che in questa disciplina (LA CORSA) vince la determinazione, l'atteggiamento psicologico sempre positivo, sia per affrontare gli allenamenti, e sia per la gara. ma sopratutto nella vita. La vittoria non te la regala nessuno.

 

 

Mistercamp....

 

 

 

CORSA + SPINNING BINOMIO VINCENTE PER LA PREPARAZIONE INVERNALE ALLA CORSA...

Non trascuriamo il riscaldamento...

Un buon riscaldamento può essere un arma vincente, non trascuriamolo  in particolare adesso che inizia il freddo, sia in allenamento, ma soprattutto in gara, è un errore rimanere per molto tempo all'iscrizione, oppure  a chiacchierare, o arrivando tardi,  organizziamoci per tempo e arrivando un po prima,  almeno ci vogliono 30' + un pò di streching e qualche allungo per non farsi male, muscoli e tendini bisogna scaldarli bene ...molti amatori vogliono essere professionali, ma poi si perdono in un bicchier d'acqua, quando in alcune gare vediamo i keniani che si scaldano tutti coperti e per molti minuti rimaniamo perplessi,dicendo ma sentiranno freddo?  No!!! loro si scaldano bene e al passo di un bambino di tre anni, è vero che non siamo keniani ma imparare almeno le cose semplici da loro possiamo.....

L'IMPORTANZA DELL'ALLENAMENTO...

L'ATTEGGIAMENTO MENTALE

La preparazione mentale è un percorso dedicato agli sportivi, dilettanti e professionisti, che offre all’atleta la possibilità di affrontare l’allenamento e la gara con il giusto atteggiamento mentale. Chi, nell’ambito sportivo, intenda emergere e ottenere performance di alto livello deve unire alla preparazione tecnico-tattico-atletica quella psicologica.

 

DI Alessandro BENETTI...

IL MEDIO

il ritmo medio è di circa l'8-9% più veloce della corsa lenta,per esempio un atleta che corre il lento a 4' il medio dovrà farlo a 3'41"-3'42" dal mio punto di vista è l'allenamento più efficace per abbassare la soglia, e di questo periodo lo ritengo molto fondamentale per preparare la nuova stagione, o in vista anche di una mezza maratona, o maratona, naturalmenta considerando le distanze si costruisce l'allenamento medio,che va da 10-15 km per chi deve affrontare le gare fino i 10 km, invece per la mezza possiamo arrivare a 18-20 km, e per la maratona anche a 30 km.

Prepariamoci bene in palestra per una buona stagione ...Esercizi fondamentali per il runners...secondo Mistercamp...

          

 

 

 

 

 

 

Autunno si inizia con la preparazione invernale : Cross e Indoor.

l'obbiettivo dei cross rimane sempre il campionato italiano di società,e individuale,passando per le prove regionali, fatta eccezzione per qualche atleta di punta, con ambizioni per i mondiali, passando per le classicissime, Campaccio e Cinque Mulini. Molti atleti iniziano da adesso con lavori variati,cioè variazioni fartlek, e la corsa  media,poi ci si affiancano dei lavori di potenziamento,tipo palestra, pesi, fatti con criterio o con istruttore esperto, i circuit training, le salite, esercizi tecnici tipo balzi,skip ecc.poi concludendo con la corsa lenta e in progressione.

Per quando riguarda le Indoor, diciamo che molti impianti in Italia non ci sono, quello funzionante è l'impianto di Ancona operativo al 100x100. quindi anche in questo caso fatta eccezione per gli atleti di punta, le indoor diventa  un diversivo,ma valido per la preparazione invernale.

 

le salite

Le Salite secondo me rappresentano l'allenamento molto efficace e completo, perchè con un unica azione permette di potenziare cuore, e muscoli.    In salita possiamo svolgere vari tipi di lavoro, valutando la pendenza ovviamente, con la salita lunga per una corsa continua, il medio e  la corsa veloce con percorsi collinari, le ripetute brevi in salita, e gli sprint in salita.

il segreto della vittoria

una gara tira l'altra

DOMENICA   gara

LUNEDI'      recupero

MARTEDI'    recupero

MERCOLEDI'    lavoro specifico

GIOVEDI'     recupero

VENERDI'     riposo

SABATO     recupero

DOMENICA   gara  oppure  specifico 

 

   allenamenti@mistercamp-running.it